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Le donne guerriere nella storia cinese

Le donne guerriere nella storia cinese


Negli ultimi anni le donne guerriere all’interno di film, serie tv e videogiochi sono sempre più numerose. Nella storia di moltissimi popoli incontriamo leggende e racconti, alcuni basati su eventi reali, su queste affascinanti e potenti figure femminili. Per quanto riguarda la Cina, sicuramente la prima guerriera che raggiunge i nostri pensieri grazie al film della Disney è Hua Mulan, ma si tratta di un’eroina realmente esistita? Quanto c’è di vero nel cartone animato che tutti conosciamo? Scopriamo insieme in questo articolo quali sono le principali guerriere nella storia della Cina.

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Hua Mulan 花木兰

Dopo aver fatto sognare tantissimi bambini (e non solo), l’omonimo capolavoro della Disney è anche il motivo per cui numerose persone si sono avvicinate allo studio della lingua cinese. A volte basta la visione di un film, un’amicizia fugace, una canzone per radio per dare il via a una storia d’amore con un’altra cultura. Mulan, il cui nome indica la magnolia liliflora, è una guerriera leggendaria nominata per la prima volta in un poema epico anonimo del periodo delle Dinastie del Nord (386 -581), conosciuto come La ballata di Mulan. Il cognome Hua 花 le è stato attribuito successivamente dai cantastorie che narravano le sue gesta, arricchendo la storia di nuove imprese eroiche ogni volta che la raccontavano. Sono presenti anche versioni in cui il suo cognome è Zhu o Wei, ma Hua è quello sicuramente più conosciuto; il cognome Fa che ha nel film Disney deriva invece dalla pronuncia cantonese di Hua 花. Il grande successo di questa leggenda arrivò però solo più avanti: è a partire dal dodicesimo secolo, e in particolar modo dal diciassettesimo, che la fama di Mulan cresce a dismisura, diventando soggetto di moltissimi poemi, racconti e rappresentazioni teatrali. Nonostante ogni tanto qualcuno affermi che Mulan sia realmente esistita, non ci sono prove o testimonianze sufficienti a supporto di tali affermazioni. Gli storici, di conseguenza, considerano Mulan come un personaggio immaginario, diventato simbolo di patriottismo, un esempio di pietà filiale e una rappresentante di tutte le donne di valore ed eroismo.

La prima e più antica versione di Mulan si apre con una ragazza seduta, triste e preoccupata per il destino del padre, chiamato alle armi nonostante la sua età e i suoi problemi di salute. Il suo unico figlio maschio infatti, fratello minore di Mulan, era troppo piccolo per poter andare. Mulan decide così di prendere il posto del padre vestendosi da uomo e parte per la guerra. Una volta finita la guerra, durante la quale ha combattuto eroicamente e sconfitto moltissimi nemici, rifiuta tutti i titoli e gli onori offertile. Nei dodici anni che combatte per la Cina nessuno si accorge che è una ragazza e ciò viene capito dai suoi compagni quando vanno a trovarla per farle visita una volta finita la guerra, accogliendo la novità con gioia e sorpresa.

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Come abbiamo detto, esistono però tantissime versioni di Mulan. In alcune versioni Mulan torna a casa e si sposa con il suo vicino di casa in un matrimonio combinato organizzato dai genitori, in altre vive felicemente con un suo compagno di battaglie di cui si era innamorata e in altre ancora commette il suicidio dopo aver ricevuto l’ordine dall’imperatore di diventare sua concubina. Personaggi come Mushu e Li Shang invece sono state aggiunte della Disney.

Sono tantissimi i film e le serie tv incentrate su questa eroina e per chi non lo conoscesse consigliamo il film cinese del 2009 in cui l’attrice Zhao Wei svolge il ruolo di protagonista. Attualmente la Disney sta inoltre girando il live-action di Mulan che uscirà nei cinema nel 2020  e che avrà un cast stellare: Liu Yifei e Gong Li tra i tanti. Persino un cratere su Venere, pensate un po’, è stato chiamato proprio Hua Mulan.  

Fu Hao 婦好

Mentre la storia di Mulan si perde nella leggenda, una guerriera realmente esistita e importantissima per la storia della Cina è stata Fu Hao, conosciuta anche con il nome di Mu Xin. All’epoca della dinastia Shang, il re Wu Ding puntava ad ottenere alleanze con le tribù vicine sposando una donna proveniente da ognuna di esse. Fu Hao andò incontro proprio a questo destino, diventando una delle 64 mogli di Wu Ding. Data la sua bellezza e la sua intelligenza ottenne però un ruolo di primaria importanza sulle altre mogli, e Wu Ding le insegnò a compiere rituali e sacrifici, onore riservato a pochissime donne e in genere alla prima moglie del re. Con il tempo, date anche le sue doti nel combattimento, venne nominata generale e le furono affidate diverse campagne militari. Le sue abilità si dimostrarono particolarmente utili nello scontro tra Shang e Tu-Fang, battaglia andata avanti per generazioni e a cui solo Fu Hao riuscì a porre fine con una grandiosa vittoria. Altre vittorie importanti la portarono ad essere considerata il generale più forte dei suoi tempi, con più di 13000 guerrieri al suo comando. In quegli anni in realtà vedere una donna combattere non era una cosa così insolita. I resti e le ossa trovate ci mostrano infatti come negli eserciti dell’epoca vi fossero centinaia di donne. Nella sua tomba, fatta edificare dallo stesso monarca Wu Ding che le sopravvisse e rinvenuta a Yinxu nel 1976, sono state rinvenute molte armi, tra le quali una grande ascia da battaglia, importante testimonianza del suo valore come guerriera.

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Madre Lü 呂母

Lü Mu, letteralmente "La madre di Lu", visse durante la dinastia Xin e morì nel 18 a.C. La data di nascita rimane sconosciuta. Nacque nello Shandong in una famiglia molto ricca e, una volta vedova, iniziò ad occuparsi degli affari di famiglia. Il periodo in cui visse Lü Mu fu particolarmente turbolento per la società cinese. Wang Mang çŽ‹èŽ½ infatti aveva usurpato il trono proclamandosi imperatore e aveva dato il via a una serie di politiche e di alte tassazioni che furono fortemente criticate. Le inondazioni del fiume giallo di quegli anni minarono ulteriormente la stabilità economica già precaria. Lü Mu era conosciuta per il suo buon cuore e più volte aveva aiutato i poveri e i contadini dando loro cibo e denaro. Suo figlio, Lü Yu, che aveva lavorato come connestabile per la contea di Haiqu, venne condannato a morte dopo essersi rifiutato di punire dei contadini che non avevano i soldi per pagare le tasse. La madre, furiosa, iniziò a pianificare la vendetta, utilizzando il suo denaro per acquistare armi, cavalli e per convincere sempre più persone a schierarsi dalla sua parte. Le scelte infelici del governo spinsero tantissime persone a seguirla e Lü Mu fu la prima leader a schierarsi contro Wang Mang. Dopo essersi proclamata generale e aver raggiunto un buon numero di ribelli pronti a combattere per la sua causa, marciò nel 17 con i suoi uomini su Haiqu, catturando il supervisore locale e decapitandolo. Lü Mu mise poi la sua testa sulla tomba del figlio, come simbolo della vendetta ormai compiuta. Lü Mu morì nel 18 a causa di una malattia ma il suo esempio e la sua forza spinsero moltissimi contadini di tutte le regioni a rivoltarsi contro Wang Mang. Gli storici cinesi affermano che le azioni di Lü Mu, prima leader ribelle della storia cinese, diedero il via a tutte le rivolte che portarono alla caduta della dinastia Xin.

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Zheng Shi (La vedova Zheng) 郑氏

La Cina vanta secoli di pirateria al pari del Vecchio Continente. I pirati cinesi, spesso a differenza di quelli occidentali, finivano per comandare intere flotte di navi. Tra questi troviamo Zheng Yi éƒ‘一(1765 – 1807), uno dei più temuti e noti pirati durante la dinastia Qing, il quale comandava una flotta di 200 giunche e 150 mila pirati. Nel 1801 sposa una donna il cui vero nome rimane un mistero ma che è rimasta conosciuta nella storia come Zheng Shi, ovvero “La vedova di Zheng”. Nata nel 1775, aveva lavorato per anni in un bordello di Canton come prostituta, adottando il “nome d’arte” Shi Xianggu 石香姑. Il pirata Zheng Yi, innamoratosene follemente, la fece rapire per poi chiederle di sposarlo. Ella acconsentì a tale richiesta a patto che lui le cedesse metà del suo patrimonio e la mettesse al comando di una nave della sua flotta. Con il tempo divenne inoltre un’importantissima consigliera per il marito, ottenendo sempre più rispetto tra i suoi uomini. Nel novembre del 1807 Zheng Yi morì al largo delle coste del Vietnam a soli 39 anni, buttato in acqua da un’onda particolarmente violenta e affogando tra i flutti. Subito dopo la morte del marito, la vedova Zheng iniziò a tramare la sua ascesa al potere, e vi riuscì grazie anche a una serie di relazioni importanti e convincendo in molti a seguirla a causa della loro lealtà verso il defunto marito. Le sue abilità in battaglia e come stratega convinsero molti pirati a darle il proprio appoggio. Sotto la sua guida, la flotta divenne imbattibile e sempre più temuta. La Red Flag Fleet, questo il suo nome, terrorizzava non solo le navi cinesi ma anche quelle inglesi e portoghesi. Zheng Shi arrivò persino a rapire un ufficiale britannico della Compagnia delle Indie Orientali, così come altri sette marinai inglesi. Creò inoltre un codice molto severo che i suoi pirati dovevano seguire rigorosamente, mostrando particolare riguardo alle prigioniere: qualsiasi atto di violenza sessuale nei loro confronti sarebbe stato punito con la pena di morte. La vedova Zheng rimase a capo della flotta fino al 1810, anno in cui fu offerta l'amnistia a tutti i pirati da parte del governo cinese, e Zheng Shi la accettò, terminando la sua carriera quello stesso anno. Nonostante fu al comando della sua flotta solo tre anni, è considerata uno dei pirati più importanti mai esistiti nella storia. Con i soldi ottenuti nella sua vita da pirata aprì una casa per il gioco d'azzardo. Morì nel 1844, all'età di 69 anni. Il film del 2003 Cantando dietro ai paraventi di Ermanno Olmi si ispira alla storia di Zheng Shi, personaggio presente anche nei Pirati dei Caraibi – Ai Confini del Mondo.

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“Tra Cina e Italia” punta ad essere un punto di riferimento, in particolare (ma non solo) per coloro situati tra Modena e Reggio Emilia, per coloro che vogliono capire di più o per quelli che hanno a che fare con il mondo cinese. Quello che sogno è di riuscire a portare un po’ di Cina autentica anche qui, avvicinando le persone a un mondo di cui sanno molto poco o di cui hanno una visione non sempre corrispondente alla realtà. Sul sito verranno pubblicati regolarmente post che parlano della Cina e che vorrei condividere con tutti coloro che condividono questa passione. Dalla cultura al cibo, dalla lingua ai viaggi. Cercherò di inserire nei post anche alcuni scatti a cui sono particolarmente legato, scelti tra le migliaia di foto fatte in questi anni. “Tra Cina e Italia” offre diversi servizi, come per esempio corsi di lingua cinese (sia per privati che per aziende) o di italiano per cinesi. Servizi di traduzione ed interpretariato, così come di accompagnatore viaggi. Corsi e serate, portate avanti insieme ad un cuoco professionista, per imparare a cucinare il cibo cinese (quello vero). Si organizzano anche eventi dedicati all’approfondimento della cultura e della società cinese.

 

 

 

 

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